Una cosa che non farò mai più (anzi un paio)

Mi è tornata in mente proprio poco fa, risalendo dalle viscere della mia coscienza come una bolla che torna a galla lenta ed inesorabile.

Mi è tornata in mente vedendo la prima pagina de Il Manifesto di sabato scorso il cui titolo “Benvenuti a Casa Grillo” campeggia sopra la foto del portone di ingresso di Casa Pound a Roma.

Immagine dal sito www.ilmanifesto.it

Mi è tornato in mente che qualche mese fa mi sono ritrovato in pizzeria con alcuni conoscenti per festeggiare la visita di un amico che da tempo si è trasferito in un’altra città. Causa l’imminenza delle primarie del PD, si è caduti nell’argomento “politica” che ha scatenato un’accesa discussione durante la quale molti insospettabili si sono rivelati essere convinti sostenitori del movimento politico fondato e capitanato dal comico genovese.

Ecco, io cene con annesso dibattito politico inutile su argomenti inaffrontabili ed inascoltabili come quelli relativi al movimento politico fondato e capitanato dal comico genovese non ne voglio più fare. Il mio tempo vale molto di più.

Sempre a proposito di cose che tornano a galla nella memoria, tanto tempo fa – saranno stati gli anni 90 – andai ad uno spettacolo del comico genovese e mentre ero sugli spalti del Palaeur, alcuni giovani lanciarono dei volantini che inneggiavano ad un non meglio identificato gruppo chiamato Zeta Zero Alfa.

Già all’epoca la cosa mi suonò strana, ma adesso, con una semplice ricerca su Google tutto è più chiaro ed il cerchio si è chiuso.

Dubbi non ce ne sono, chi ancora ne ha o è cieco o fa finta di non vedere.

Nota a piè di pagina: sì, lo so, ho quasi parafrasato il titolo del famoso saggio di David Foster Wallace, ma quella sera non mi sono divertito.