La tecnologia

Ci sono delle cose che, per chi come me non è un nativo digitale, sono state fino a qualche anno fa impensabili.

Quando avevo 16 anni era impensabile essere raggiungibili telefonicamente ovunque, era impossibile avere a disposizione informazioni su qualsiasi argomento in qualsiasi momento (è ancora vivido in me il terrore che accompagnava le mitiche “ricerche” di scolastica memoria..), rasentava l’incredibile l’idea di poter comunicare in tempo reale con chiunque in qualsiasi parte del globo.

Di tutte queste cose mi sono fatto una ragione da tempo, le uso e le sfrutto quando posso e a volte – troppo spesso – ne sono mio malgrado sopraffatto.

Facebook, dove un morto mi scrive sulla bacheca che un altro morto ha schiaffeggiato uno di cui non mi può fregare di meno, invece non finirà mai di stupirmi.

Pace all’anima loro.

SocialQualcosa

Mi sono fatto invitare su Google Wave ed ho provato ad usarlo un po’ con i pochi amici che sono iscritti anche loro.
Si conveniva sul fatto che non è altro che posta elettronica un po’ più Web 2.0 di Thunderbird.
E’ vero che permette di condividere allegati ingombranti senza troppi problemi, di visualizzare la preview di un file, di inserire nell’onda le mappe di Google… Ma si sopravviveva anche senza.

Twitter invece proprio non riesco a capirlo, forse sarà per il fatto che pochissima gente che conosco lo usa. Sta di fatto che per il momento lo classifico tra le SocialCose più inutili che ci siano.

Resta giusto Facebook, che nel suo essere assolutamente non indispensabile quanto meno ha la sua ragione d’essere.