Assolutamente no

Mi è venuto in mente ieri ascoltando Caterpillar, mentre parlava una radio ascoltatrice chirurga plastica, figlia di grafico pubblicitario; si parlava di scalate sociali da parte dei figli rispetto ai genitori e la tipa nel giro di non più di sessanta secondi avrà detto “assolutamente sì” al ritmo di uno ogni dieci secondi.

Ed è una cosa di pelle alla quale non riesco a dare una spiegazione concreta, il fastidio che percepisco in modo tangibile quando sento utilizzare l’espressione “assolutamente sì/no”.

Inutile rafforzamento, vendita di certezze, forzatura, questo è quello che sento se proprio devo provare a dirlo; ma su Wikipedia ci sono riusciti sicuramente meglio di me:

Nel linguaggio comune, l’uso dell’espressione “assolutamente sì” (o della sua controparte, “assolutamente no“) è diventato estremamente diffuso, dilagando in maniera martellante anche in contesti in cui non è necessario alcun rafforzamento: per questo motivo, esso è considerato alla stregua di un tormentone, frutto di una forma di adeguamento conformista a una costume diffuso percepito come tendenza alla moda[3], un tic linguistico di cui è facile vittima chiunque voglia «riempir[si] la bocca in modo pretenziosamente trendy.