Cose che ho imparato questi giorni di vacanza

Che ci sono posti brutti, sprizzanti cemento da tutti i pori ed acqua da orribili fontane-gioco per bambini, nei quali sorgono inaspettate pasticcerie strabilianti nelle quali fare colazione tutte le mattine.

Che mi ci sono voluti cinque giorni per riprendermi dalla fatica e dallo stress, manco facessi il minatore.

Che in autostrada, nonostante i tutor vari, ci sono tanti che vanno molto oltre i limiti e che il 90% di questi sono italiani che guidano macchine tedesche.

Che per raggiungere i posti più belli devi camminare – spesso tanto – e che pochi hanno voglia di camminare, rendendo questi posti ancora più belli.

Ecco cosa gli direi

Qualche mese fa su un volo Milano Roma mi capitò di incrociare Umberto Bossi. La  sensazione che provai quando lo vidi, subito dopo quella di rabbia per lo spostamento del mio posto dalla seconda alla venticinquesima fila a causa della sua presenza, fu di pena per questo vecchio malato e un po’ bavoso, buttato lì su un sedile ed accudito dalla sua sorridente badante bionda.

Durante il volo, sbollita la rabbia per lo spostamento di posto, riflettei su cosa gli avrei potuto dire se avessi avuto la prontezza di farlo mentre gli passavo accanto.

La risposta che mi diedi mi è tornata in mente stamattina quando ho letto delle numerose società fondate in Costa Rica dal fedele autista di Beppe Grillo, molte delle quali anonime e amministrate da parenti stretti del suo datore di lavoro.

A Bossi ed ai ricchi che hanno deciso di fare politica, direi di andarsi a godere i loro tanti soldi in un bel posto dove sia estate tutto l’anno.

E lasciare noi liberi di vivere in pace tutte e quattro le stagioni, comprese quelle di mezzo che quest’anno tardano ad arrivare.

Un’organizzazione settario-aziendale

Stamattina su Il Manifesto è uscita un’interessante intervista a Wu Ming sul tema Grillo.

Di seguito alcuni stralci che ho trovato particolarmente illuminanti, tratti dall’introduzione all’intervista; consiglio comunque la lettura dell’articolo completo pubblicato su GIAP.

Quella di Grillo è una strategia diversiva. Serve a spingere l’«indignazione» […] lontano dalle piazze italiane. Più la crisi diventa feroce e più le scariche di risentimento vengono fatte confluire in un comodo format, quello del blog del Capo dei Cinque Stelle che solletica il giustizialismo giacobino contro la «casta» e le sue maschere. Per Wu Ming, […] il movimento 5 stelle ha inquadrato le energie potenziali di una rivolta contro l’austerità in una gabbia discorsiva che fa la parodia del conflitto politico, lasciandolo amministrare da «un’organizzazione settario-aziendale» (la Casaleggio&Associati) e dalla guida simbolica di Beppe Grillo.

Per sognare un po’ su cosa potrebbe (e dovrebbe) essere la politica italiana, consiglio invece lo splendido Viva la libertà.

Aggiornamento

Mi hanno segnalato che sempre su GIAP è possibile leggere il ben più approfondito articolo di Wu Ming Perché «tifiamo rivolta» nel Movimento 5 Stelle.

Il cimitero di Lampedusa

Immagine da spagna.blogosfere.it

Mi è capitato per caso sotto gli occhi un appello del Sindaco di Lampedusa. Parla di immigrazione e di come l’Unione Europea ignori la questione di quest’isola di frontiera.

Personalmente trovo scandaloso il criterio con cui sono stati assegnati alcuni recenti Nobel per la Pace, come quello ad Obama dopo la sua prima elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America e quello all’Unione Europea (!).

Un estratto dell’appello:

Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa […]. Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?

La versione integrale è disponibile sul sito di Fahrenheit.