Mobili del terzo millennio

IO – Salve, vorrei mandarvi il disegno di un soggiorno per avere un preventivo. Come posso fare?
xxMobili – Può tranquillamente mandarcelo per email o per fax. Come le è più comodo?
IO – Per me l’email va benissimo, mi da’ l’indirizzo?
xxMobili – @xxmobili.it
IO – Come @xxmobili.it?!
xxMobili – ehm.. attenda un attimo…
(Rumore di fondo)
xxMobili – Allora, lo mandi a www.xxmobili.it
IO – Ho capito, mi dia il numero di fax che è meglio.

L’amore trionfa sempre

Pur sapendo che in questo paese l’amore trionfa sempre sull’odio, mi permetto di stilare la mia personalissima lista di veicoli a motore i cui conducenti si contraddistinguono per arroganza e maleducazione alla guida (e temo non solo lì).

Lungi da me voler fare di tutta l’erba un fascio, soprattutto per la mia nota antipatia per quest’ultimo.

1. Yamaha T-Max
Sono convinti di guidare uno scooter, invece di un aggeggio lungo quanto una macchina. La conseguenza è che spesso mi trovo costretto ad inchiodare per evitare di trovarmeli sul cofano o, peggio, sul parabrezza.

2. Mini (quella della BMW)
Amano viaggiare in corsia di sorpasso appiccicati all’auto che li precede, senza curarsi troppo del fatto che il motore che hanno nel cofano è quello di una Yaris.

3. Smart For-Two
Il terzo posto è solo perchè tutto sommato guidano una macchina più corta di un T-Max, ma lo stile di guida è più o meno lo stesso.

4. Volkswagen Golf
Inseriti al quarto posto più per motivi storici che altro, ai semafori dicono sempre la loro ed i benzinai si fregano le mani.

E se l’Italia….

Da Repubblica:
Leggi italiane troppe e illogihe il Vaticano non le recepirà più

Pare che da domani il Vaticano non recepirà più le leggi dello Stato Italiano.

Per quanto mi riguarda, già da tempo non dovremmo più fargli percepire la barca di soldi che lo Stato Italiano elargisce alla Santa Sede ogni anno per effetto dei vari concordati (accordi fatti nel 1929 da Mussolini, e nel 1984 da Craxi).

TV in automobile

Pare che in base al codice della strada, utilizzare il telefono cellulare senza auricolare o vivavoce mentre si guida sia considerata un’infrazione passibile di multa nonchè di decurtazione di alcuni punti dalla patente.
D’altra parte, sbirciando nelle vetture altrui, capita sempre più spesso di incrociare automobilisti che guardano la TV mentre guidano.
Ora mi chiedo:
Guardare la televisione mentre si guida è considerata un’infrazione al codice della strada?
Nel caso non lo fosse ancora, cosa stiamo aspettando a farla diventare tale?
Quale potrebbe essere l’accessorio necessario al fine di rendere possibile tale pratica mentre si conduce un’autovettura?
L’oculare potrebbe andare bene?
Quasi quasi brevetto il termine in attesa che qualcuno si inventi un diabolico aggeggio che permetta di vedere due cose contemporaneamente…..

Igiene intimA


Inizialmente mi ritrovavo puntualmente a vagare per i labirintici reparti della Coop alla ricerca del detergente intimo. Avevo sempre difficoltà a trovarlo e imputavo la cosa agli strateghi della grande distribuzione che tendono a fare con gli articoli più acquistati una specie di caccia al tesoro che ha come fine ultimo quello di appioppare inutili merci al consumatore da spennare .
Dopo un po’ ho capito che non era questo il caso del detergente intimo. Il motivo per cui non lo trovavo è che alla Coop, ma forse anche in altri supermercati, questa categoria di prodotti si trova proprio accanto agli assorbenti, un territorio frequentato prevalentemente da donne nel quale normalmente non capito mai.
La scoperta provoca in me una riflessione: che l’igiene intima sia una pratica esclusivamente femminile?
Personalmente il bidet me lo faccio.. Ma allora perchè questa strana collocazione nei supermercati?

Francesca un po’ di tempo fa ha comprato un sapone intimo diverso dal solito a marchio Coop: Intima Roberts.
Lo comincio ad usare ed il profumo non mi convince granchè, troppo da donna.. Poi guardo distrattamente la confezione e rifletto sul nome: Intima è al femminile. Ma poi ci penso e mi dico che è normale che sia così, perchè la parola Igiene (femminile anch’essa) è sottintesa e sull’etichetta non c’entra.
Passa qualche altro giorno e ieri, finalmente, capisco che le mie paranoie sono fondate. Verde scuro su verde chiaro, proprio sopra alle igieniche e festose margherite, l’etichetta recita:

“Anche per le bambine. Testato in clinica pediatrica”.

Mi chiedo se sono l’unico uomo che si fa il bidet, ma soprattutto.. ai bambini, quelli con la I, le mamme e i papà, il pisellino ed il culetto non lo lavano?