Capodanno cambia, io pure

Quest’anno meno botti.
Quando ero ragazzino si cominciavano a sentire all’inizio di dicembre e andavano avanti fino alla Befana, adesso ne ho sentiti un po’ a partire dal tardo pomeriggio del 31 e sono durati tre-quattro ore, fino alle 3 di mattina del primo dell’anno.

Il cambiamento è testimoniato anche dal fatto che ora i botti li vendono bancarelle gigantesche su strade trafficatissime. Sulle bancarelle campeggiano cartelli a caratteri cubitali che rassicurano sulla legalità del materiale in vendita.
Sempre quand’ero ragazzino, invece, per comprare una scatola di Raudi (la D è una scoperta di ieri sera) bisognava fare giri incredibili: li aveva (ma non sempre) un giornalaio vicino casa, l’alternativa erano delle piccole bancarelle volanti al vecchio mercato del Trionfale.

Per quanto riguarda il mio cambiamento, quest’anno alle 3 e mezza del 1 gennaio ero già a letto, la notte di Natale, invece, alle cinque ero ancora sveglio. E sono tutt’altro che cattolico…