I libri, le librerie e tutto il resto

L’altro giorno il caso ha voluto che rimanessi più del previsto agli arrivi del terminal 3 di Fiumicino a causa di un finger – l’aggeggio che collega l’aeromobile all’aerostazione che noi italiani ci ostiniamo a chiamare con una parola inglese diversa da quella usata dagli anglosassoni – che non voleva saperne di fare il suo dovere, impedendo a mia moglie, che ero andato a prendere, di scendere dall’aereo.

Durante l’attesa imprevista, sempre il caso ha voluto che proprio lì vicino ci fosse una libreria.

Ho da sempre la passione per le librerie delle quali sono stato affezionato ed assiduo cliente. Parlo al passato, perché da alcuni anni ormai leggo quasi esclusivamente ebook  che compro ovviamente online; frequento da allora le librerie “solo” perché mi piace gironzolare tra i libri e perché ho un grosso limite: riesco a trovare cose che mi interessano solo toccando, sfogliando e leggendo la quarta di copertina dal vivo – lo so, la descrizione del libro c’è anche sui siti che vendono ebook, ma per me non è la stessa cosa!

Ma l’altro giorno, mentre aspettavo che il finger si appiccicasse alla fusoliera dell’aereo che aveva portato mia moglie da Milano a Roma, ho incontrato un libro bello, che mi sarebbe piaciuto possedere e non solo leggere. Un libro con la copertina cartonata colorata, che appena l’ho aperto m’ha travolto con quell’odore inconfondibile che solo la carta stampata ha.

Ed allora, dopo essermi appuntato sul telefono un paio di titoli che comprerò in formato elettronico, me ne sono andato alla cassa con quell’aggeggio pesante in mano, contento di portarmelo via.
E mentre aspettavo che il finger si decidessero a spingerlo a mano per adagiarlo alla carlinga dell’aereo che ha portato mia moglie da Malpensa a Fiumicino, lo annusavo e per un attimo mi è passata la paura che le librerie siano destinate a scomparire. Ed ho pensato che finché ci saranno libri belli che vale la pena di possedere, dovranno per forza esserci dei posti dove vederli e comprarli.

Se interessa, il libro è Dimentica il mio nome di Zero Calcare.

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