Ecco cosa gli direi

Qualche mese fa su un volo Milano Roma mi capitò di incrociare Umberto Bossi. La  sensazione che provai quando lo vidi, subito dopo quella di rabbia per lo spostamento del mio posto dalla seconda alla venticinquesima fila a causa della sua presenza, fu di pena per questo vecchio malato e un po’ bavoso, buttato lì su un sedile ed accudito dalla sua sorridente badante bionda.

Durante il volo, sbollita la rabbia per lo spostamento di posto, riflettei su cosa gli avrei potuto dire se avessi avuto la prontezza di farlo mentre gli passavo accanto.

La risposta che mi diedi mi è tornata in mente stamattina quando ho letto delle numerose società fondate in Costa Rica dal fedele autista di Beppe Grillo, molte delle quali anonime e amministrate da parenti stretti del suo datore di lavoro.

A Bossi ed ai ricchi che hanno deciso di fare politica, direi di andarsi a godere i loro tanti soldi in un bel posto dove sia estate tutto l’anno.

E lasciare noi liberi di vivere in pace tutte e quattro le stagioni, comprese quelle di mezzo che quest’anno tardano ad arrivare.

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