Interruttori

Un po’ di tempo fa leggevo da qualche parte che nei paesi anglosassoni l’interruttore della luce delle toelette deve essere posto all’esterno della stanza.
Sono in ufficio e torno proprio ora dal luogo incriminato. Siccome è presto e la luce era ancora spenta, accendendola mi sono reso conto che effettivamente l’azienza per cui lavoro, di provenienza statunitense, si attiene alle regole, nonchè agli usi e costumi della casa madre.
Mentre ero dentro, con la luce accesa, ad espletare le attività di rito, ho pensato a pro e contro della cosa.

Vado ad elencarli.
Il vantaggio principale che mi è venuto in mentre è che nel caso dovesse partire qualche schizzo d’acqua (o di altro liquido conduttore non meglio identificato) verso il muro vicino alla porte non c’è rischio di rimanere attaccati alla dueeventi e di provocare il conseguente corto circuito.
Lo svantaggio più grosso è che se mentre si è in bagno passa qualche buontempone, quest’ultimo può divertirsi ad accendere e spegnere la luce a piacimento, lasciando al buio il malcapitato. Naturalmente la situazione si aggrava se l’occupante del bagno, nel corso dello scherzetto, è impegnato in attività improrogabili che lo limitano nei movimenti.

Trattasi di pura fantasia. Non fosse altro perchè sono stato il primo ad arrivare, fortunatamente nessuno ha potuto spegnere la luce mentre ero all’interno del bagno.

Un pensiero su “Interruttori

  1. Non so se per regola anlgosassone o per semplice ovvietà, ma quando abbiamo rifatto il cesso, appunto, abbiamo messo l’interruttore fuori. Ma è per mera usabilità.

    Facci caso, è scomodo entrare in un vano e girarsi all’indietro per accendere la luce, mentre è comodo farlo camminando in avanti incontro all’interruttore.

    Non credo che gli americani lo facciamo per questioni di usabilità, quindi appoggio la Congettura degli Schizzi, perché sebbene abbiano inventato Donald A. Norman, poi hanno inventato Windows…

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