Le invasioni barbariche

Forse è perchè non mi ritengo un esperto di cinema, forse è perchè non ho molto tempo libero. Fatto sta che non riesco a star dietro alle uscite cinematografiche ed a sapere con esattezza quando usciranno i film che mi interessano o addirittura a sapere se un certo film può interessarmi. Insomma, quando vado su un sito specializzato per pianificare la mia serata cinematografica, difficilmente scorro tutto l’elenco dei film in programmazione, piuttosto vado subito a vedere cosa danno nelle sale di cui mi fido, nelle quali sono ragionevolmente confidente siano in programmazione film che valga la pena vedere.

Giuro, in un buon novanta per cento dei casi funziona.
“Le invasioni barbariche”, però, l’ho scelto io. Sono bastati il titolo e la locandina a far sì che fosse il film prescelto per passare una fredda serata di ritorno da un fine settimana romagnolo.
Generazioni diverse e filosofie di vita diverse. Un assistenzialismo in crisi ed una società capitalista spinta all’estremo. Un gruppo di sessantottini in crisi d’identità e un figlio in carriera. Un angelo ed un’infermiera.
Tutto questo attorno alla malattia, al dolore ed alla scelta di vivere in maniera consapevole la morte.
Bello, emozionante.

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