Ricca anteprima!

Schermata 2015-12-11 alle 9.57.31 AMDice che con l’ultima versione di Uozzapp “I collegamenti condivisi o ricevuti includono una ricca anteprima. Quando invii il collegamento, hai la possibilità di non includere la ricca anteprima.”

Traduttori più o meno automatici a parte, come si fa a rinunciare ad un’anteprima ricca? Pardon, ricca anteprima..

Vabbè.

I libri, le librerie e tutto il resto

L’altro giorno il caso ha voluto che rimanessi più del previsto agli arrivi del terminal 3 di Fiumicino a causa di un finger – l’aggeggio che collega l’aeromobile all’aerostazione che noi italiani ci ostiniamo a chiamare con una parola inglese diversa da quella usata dagli anglosassoni – che non voleva saperne di fare il suo dovere, impedendo a mia moglie, che ero andato a prendere, di scendere dall’aereo.

Durante l’attesa imprevista, sempre il caso ha voluto che proprio lì vicino ci fosse una libreria.

Ho da sempre la passione per le librerie delle quali sono stato affezionato ed assiduo cliente. Parlo al passato, perché da alcuni anni ormai leggo quasi esclusivamente ebook  che compro ovviamente online; frequento da allora le librerie “solo” perché mi piace gironzolare tra i libri e perché ho un grosso limite: riesco a trovare cose che mi interessano solo toccando, sfogliando e leggendo la quarta di copertina dal vivo – lo so, la descrizione del libro c’è anche sui siti che vendono ebook, ma per me non è la stessa cosa!

Ma l’altro giorno, mentre aspettavo che il finger si appiccicasse alla fusoliera dell’aereo che aveva portato mia moglie da Milano a Roma, ho incontrato un libro bello, che mi sarebbe piaciuto possedere e non solo leggere. Un libro con la copertina cartonata colorata, che appena l’ho aperto m’ha travolto con quell’odore inconfondibile che solo la carta stampata ha.

Ed allora, dopo essermi appuntato sul telefono un paio di titoli che comprerò in formato elettronico, me ne sono andato alla cassa con quell’aggeggio pesante in mano, contento di portarmelo via.
E mentre aspettavo che il finger si decidessero a spingerlo a mano per adagiarlo alla carlinga dell’aereo che ha portato mia moglie da Malpensa a Fiumicino, lo annusavo e per un attimo mi è passata la paura che le librerie siano destinate a scomparire. Ed ho pensato che finché ci saranno libri belli che vale la pena di possedere, dovranno per forza esserci dei posti dove vederli e comprarli.

Se interessa, il libro è Dimentica il mio nome di Zero Calcare.

Cala la trave?!

Se ne parlava tempo fa a cena e mi è tornato alla mente leggendo questo articolo su Il Post.

Ora, io non so se cala e trave in spagnolo suonano in modo simile all’italiano, ma uno che già solo di cognome gli cala la trave avrebbe dovuto evitare di decidere di fare di mestiere l’architetto.

Di sicuro il solo cognome, avrebbe dovuto dissuadere i committenti italiani dall’affidargli qualsiasi incarico. Invece a Venezia ci sono cascati con tutte le scarpe.

Cose che ho imparato questi giorni di vacanza

Che ci sono posti brutti, sprizzanti cemento da tutti i pori ed acqua da orribili fontane-gioco per bambini, nei quali sorgono inaspettate pasticcerie strabilianti nelle quali fare colazione tutte le mattine.

Che mi ci sono voluti cinque giorni per riprendermi dalla fatica e dallo stress, manco facessi il minatore.

Che in autostrada, nonostante i tutor vari, ci sono tanti che vanno molto oltre i limiti e che il 90% di questi sono italiani che guidano macchine tedesche.

Che per raggiungere i posti più belli devi camminare – spesso tanto – e che pochi hanno voglia di camminare, rendendo questi posti ancora più belli.

Pena di morte

Di me si possono dire molte cose, ma non che io sia un sostenitore accanito degli Stati Uniti, anche se è vero che da qualche anno – dopo esserci stato di persona – ho rivisto alcune delle mie posizioni più radicali a riguardo.

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E’ da stamattina che mi capita davanti agli occhi la notizia delle due condanne a morte per impiccagione che sono eseguite oggi in Giappone.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che non sapevo che in Giappone ancora vigesse la pena di morte; la seconda è che non capisco per quale motivo, quando si parla di pena capitale, il primo luogo che viene spesso citato sono gli Stati Uniti d’America quando essa è attualmente applicata in 58 stati.

La stessa Wikipedia, alla voce Pena di morte, riporta un paragrafo intitolato “La pena di morte negli Stati Uniti d’America” la cui prima frase recita:

Gli Stati Uniti sono l’unico paese industrializzato, completamente libero e democratico, assieme al Giappone, che applica ancora la pena di morte.